Carcinoma Orale

La causa

La maggior parte dei carcinomi orali può essere attribuita ad alcuni stili di vita ed abitudini voluttuarie e come tali questi fattori di rischio sono modificabili. Il più importante fattore di rischio è rappresentato dal dall’abuso di tabacco e alcool. Per alcune popolazione la consumazione di noci di areca nelle foglie di betel è rilevante.

L’abuso di sostanze alcoliche è un tema emergente quanto mai importante.

Il fumo di sigaretta rappresenta il fattore di rischio più comunemente riportato; è stato riportato come il consumo di sigarette prive di filtro aumenta il rischio di insorgenza del carcinoma orale al pari del consumo di tabacco da masticare (Warnakulasuriya 2004).

In una piccola percentuale di pazienti, soprattutto soggetti giovani, i fattori di rischio sono assenti, tema questo che solleva nuova sfide per la ricerca nella determinazione dei fattori eziologici (Llewleyn 2001). L’alimentazione svolge un ruolo importante; il consumo regolare di frutta fresca e verdura conferisce una maggiore protezione contro il cancro.

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Figura 1. Tabacco

Tabacco

L’uso di tabacco in tutte le sue forme (fumato e masticato) è di gran lunga il più importante fattore di rischio per l’insorgenza del carcinoma orale. Negli Stati Uniti è stato riportato che circa il 95% dei tumori maligni dell’oro‑faringe sono direttamente imputabili al fumo. Nel Sud –Est Asiatico e nelle sue comunità di immigrati, il tabacco da masticare risulta essere la maggiore causa spesso associato a noci di areca.

Il rischio di insorgenza di carcinoma orale è direttamente proporzionale alla quantità di tabacco consumata giornalmente e al numero di anni di esposizione al fattore di rischio. Tutti i prodotti del tabacco sono carcinogeni e non esiste alcuna evidenza che suggerisce prodotti del tabacco meno nocivi.

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Figura 2. Alcool

Alcool

Il consumo eccessivo di alcool è il secondo più importante fattore di rischio, agendo sinergisticamente con il tabacco, per cui il danno combinato da tabacco e alcool insieme è più che moltiplicato.

L’acetaldeide, metabolita dell’alcool, è un potente carcinogeno nell’uomo.

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Figura 3. Noci di areca

Noci di areca

La noce di areca può essere un agente carcinogeno e sembra essere responsabile della elevata incidenza del carcinoma orale in alcuni paesi come la Melanesia e Taiwan, dove è spesso consumata senza tabacco. Coloro che consumano le noci di areca (senza tabacco) hanno una aumentata incidenza di sviluppare carcinoma orale. L’Agenzia Internazionale sulla Ricerca sul Cancro (IARC) ha recentemente classificato la noce di areca come “carcinogeno di classe I”.

La noce di areca è il maggiore agente eziologico della Fibrosi Orale Sottomucosa, patologia ad alto potenziale di trasformazione maligna (>7% nell’arco di 10‑15 anni).

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 Figura 4. Alimentazione

Alimentazione

L’alimentazione sarà probabilmente il prossimo più potente fattore nel controllo del carcinoma orale: una alimentazione sana ha un elevatissima capacità protettiva.

Le vitamine antiossidanti A, C ed E hanno la capacità di eliminare radicali liberi potenzialmente mutageni dalle cellule danneggiate. Essi sono contenuti soprattutto nelle verdure e frutta di colore rosso, giallo e verde, e gli operatori sanitari dovrebbero incoraggiare la popolazione generale a mangiarne almeno 5 porzioni al giorno.

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Figura 5. HPV

Papilloma virus umano

Di grande ed attuale interesse risulta il ruolo del Papilloma virus umano (HPV). I cosiddetti sottogruppi oncogenici di HPV, 16 e 18 sono noti essere importanti nell’aumentato rischio di sviluppare un carcinoma delle cervice uterina , e sono frequentemente isolati nelle lesioni della mucosa orale (soprattutto in sede tonsillare e nell’orofaringe).

Uno screening mirato ad individuare la loro presenza potrebbe essere una componente aggiuntiva importante nella diagnosi precoce del carcinoma orale. I vaccini anti‑HPV stanno trovando larga diffusione a possono diventare una terapia innovativa nell’eradicazione delle lesioni orali HPV‑correlate.

Altri Fattori

  • La presenza di disordini potenzialmente maligni come placche bianche, aree rosse, fibrosi sottomucosa e lichen planus orale indica che il paziente ha un rischio incrementato di sviluppare un carcinoma orale. È stato valutato che un paziente che presenta una alterazione cromatica bianca o rossa può avere un aumento del rischio 100 volte superiore rispetto a un paziente con una mucosa sana normostrutturata. Ciò può giustificare il trattamento  chirurgico, ma questo da solo non basta perché bisogna agire sulla rimozione dei fattori di rischio presenti discussi precedentemente, ed nella maggior parte dei casi l’eliminazione dei fattori di rischio risulta l’arma più efficace. La biopsia escissionale può ridurre ma non eliminare il rischio di trasformazione neoplastica.

  • Le infezioni della mucosa orale possono essere anche molto importanti. E’ ormai noto come le cheratosi possono essere sovrainfettate da miceti del genere Candida albicans e come ciò possa aumentare il rischio di trasformazione maligna delle suddette lesioni. Eventuali terapie antimicotiche mirate (sistemiche e/o topiche) dovrebbero essere prescritte.

  • Studi recenti sulle famiglie dei pazienti affetti da carcinoma orale hanno dimostrato come i parenti di primo grado hanno un rischio di sviluppare un carcinoma orale 3‑4 volte superiore rispetto alla popolazione generale e forse 15 volte superiore di sviluppare un tumore maligno del tratto superiore delle vie aero‑digestive o del polmone. Tali effetti possono essere il risultato probabilmente dalla condivisione fin dall’età giovanile di fattori di rischio quali il fumo, ma bisogna anche considerare la predisposizione genetica.

  • Oggigiorno la maggior parte delle ricerche hanno lo scopo di identificare una suscettibilità genetica che può essere in futuro utilizzata come target terapeutico.

  • I pazienti con una salute orale scadente con presenza di elementi dentari fratturati con margini taglienti, infezioni dentarie o decubiti protesici hanno un aumentato rischio di sviluppare un carcinoma orale.

  • Qualsiasi trauma cronico intra‑orale può essere un co‑fattore nell’insorgenza del carcinoma orale in un paziente che presenta fattori di rischio quali il fumo e l’abuso di alcool. Si tratta spesso di pazienti con una scarsa alimentazione, una cattiva cura della propria persona e con stili di vita malsani. In altre parole, una buona salute orale è uno step essenziale nei programmi di prevenzione in quanto la flora patogena autoctona del cavo orale può metabolizzare l’alcool e trasformarlo in acetaldeide, riconosciuto agente carcinogeno.

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